La Fabbrica del Cinema: gli eventi, il futuro e la memoria

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La Fabbrica del Cinema raccontata dopo qualche anno dalla sua inaugurazione

A volte accade, si vede realizzato un proprio progetto ambizioso dopo tanti anni e numerosi sforzi. È successo al direttore della Società Umanitaria, Paolo Serra, e ai suoi collaboratori, che dopo molta attesa poterono inaugurare la Fabbrica del Cinema.

Ripensando ai giorni passati dalla sua inaugurazione, avvenuta alla fine di dicembre 2015, si può dire che questo interessante progetto non è stato un avvenimento positivo soltanto per chi l’ha ideato ed è riuscito a vederlo realizzato.

Piuttosto è una dimensione che si lascia percepire già dai primi passi nella struttura in cui si trova, come un qualcosa di comunitario, che richiama alle origini di sé e del territorio.

È un energico intreccio di storia e arte al servizio della nostra comunità e di chi vorrebbe conoscere le vicende e l’essenza di tutta la nostra zona e dei suoi abitanti.

Non solo. Basti pensare che in occasione della giornata della memoria, il 27 gennaio 2017, fu proiettato gratuitamente il documentario “Racconti di un viaggio dentro la memoria“, progetto nel progetto che racconta l’esperienza di alcune ragazze e ragazzi sardi che nel 2016 hanno visitato Cracovia ripercorrendo metaforicamente quello che era il tragitto fatto dai deportati.

Un’esperienza storica e simbolica importante che è stata offerta gratuitamente attraverso un film di alta qualità prodotto dalla stessa Fabbrica del cinema con il sostegno e la collaborazione di altre importanti associazioni (per saperne di più leggi a fine articolo).

Com’è possibile dar vita a tutto questo? Ed è proprio così?

Innanzitutto, la Fabbrica del Cinema ha trovato la propria sede nell’edificio che ospitava l’ex Direzione Amministrativa nella Grande Miniera di Serbariu. Questo permette sia al luogo in sé, sia agli eventi che qui si organizzano, di lasciarsi percepire come un qualcosa di storicamente articolato: c’è il passato degli abitanti cresciuti nel nostro specifico e ben delineabile contesto, ovvero la storia della nostra identità.

Foto del cartello all'ingresso della mostra sulle macchine del cinema.
L’ingresso della mostra sulle “macchine del cinema”.

C’è poi la storia del cinema: possiamo iniziare a capirla osservando la tecnologia usata negli anni per dar vita all’esperienza cinematografica. Ma oltre alle “impronte” lasciate dagli sforzi di chi ci ha lavorato, si trovano anche le tracce forse ancora più concrete, visibili, delle persone che hanno voluto registrare i propri istanti e le proprie memorie, in un tempo in cui ancora l’immagine si lasciava desiderare, come una seducente cristallizzazione in movimento.

L’edificio lascia trasparire il percorso dal passato al presente a ogni piano e in ogni stanza. Fino al seminterrato, dove possiamo visitare il caveau dove un tempo venivano tenuti i soldi per i salari dei lavoratori della miniera. Durante la scorsa edizione di monumenti aperti, proprio in questa parte storica dell’edificio, è stata allestita la postazione con l’Oculus Rift, sul quale abbiamo scritto un articolo che potrete ritrovare qui.

Paolo Serra ci ha spiegato che quello della ricostruzione virtuale della palazzina della direzione amministrativa come, grossomodo, era negli Anni ’50, è un progetto che affonda le sue radici nei primi anni 2000, quando, all’epoca, si parlava di creare un importante ecomuseo del Sulcis.

“Ho sempre pensato che sarebbe stato interessante mettere uno strumento come la realtà virtuale al servizio del visitatore, grande o piccolo che possa essere.

Ricreare scenari e percorsi che appartengono alla nostra memoria, contestualizzandoli all’interno di un luogo che è l’emblema del lavoro per antonomasia con strumenti tecnologicamente all’avanguardia è piaciuto non solo a noi, ma anche al pubblico che, nel corso delle visite alla Fabbrica del Cinema, non perde occasione per provare questa esperienza.

Crediamo fortemente in questa scelta che, se le risorse finanziarie lo consentiranno, avremmo piacere di andare oltre il nostro edificio, virtualizzando l’intero contesto minerario. Peraltro siamo ben felici che il tutto sia stato realizzato da due giovani, di cui uno di Carbonia. Questo gli ha consentito di immergersi nel progetto molto più di un estraneo alla cultura mineraria e di dimostrare che in loco vantiamo competenze e professionalità assolutamente valide”. (Paolo Serra)

La Fabbrica del cinema sembra avere moltissime potenzialità. Come ci è stato raccontato , i suoi contenuti tecnologici, il know how del personale sia del CSC che gli operatori dei Servizi Audiovisivi della coop. Progetto S.C.I.L.A. distaccati presso di noi, la mediateca, le attrezzature di ripresa A/V, possono rappresentare un vero punto fermo per gli amanti della cultura cinematografica del territorio.

«Di certo il progetto nasce dal desiderio di valorizzare la memoria storica del territorio» sottolinea Paolo Serra. Prosegue: «questa memoria è contenuta nell’archivio del CSC. Purtroppo i locali del salone Velio Spano che fino al 2014 hanno ospitato il Centro non erano logisticamente idonei ai servizi che avremmo voluto mettere a disposizione del pubblico. Ora tutto questo è possibile presso gli ambienti della ex direzione amministrativa che sono già entrati a far parte del patrimonio collettivo della città. Nostro obiettivo principale è quello di proseguire questo percorso e permettere a un numero sempre maggiore di cittadini di “appropriarsi” di questo progetto, sentendosi protagonisti attivi e diretti collaboratori del suo perfezionamento. Vogliamo che tutti si sentano “operai” di questa fabbrica e che ci aiutino nel far conoscere tutte le attività, in primis coloro che aspirano a produrre progetti audiovisivi legati alla memoria storico-identitaria del territorio».

Foto del primo palcoscenico allestito all'esterno dell'edificio che ospita la Fabbrica del Cinema, in occasione dell'anteprima del Carbonia Film Festival.
Il primo palcoscenico allestito all’esterno dell’edificio che ospita la Fabbrica del Cinema, in occasione dell’anteprima del Carbonia Film Festival.

Carbonia ci sembra allora farsi sede di potenzialità, che vorremmo trovassero quanto più possibile espressione e risonanza. Soprattutto alla luce dell’importante Festival del Cinema che abbiamo seguito a Carbonia solo pochi mesi fa, a ottobre 2016 (potete leggere il nostro resoconto e tutte le recensioni cliccando qui).

Ci viene spontaneo immaginare un territorio nel quale la natura e la cultura possano trovare un intreccio significativo.

Siamo in un luogo nel quale la cultura può essere prodotta e raccontata tra gli alberi e il mare. Qui la storia, con le sue mille facce, lascia traccia di sé sulle colline così come sulla pellicola.

La Fabbrica del Cinema cerca di essere testimone di questo patrimonio e offre occasioni concrete per valorizzarlo.