Anniversario Albeschida

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Albeschida - Il giardino di Alice
Albeschida: il giardino di Alice, presso il CSM di Carbonia.

L’Associazione di Volontariato Albeschida (ne abbiamo parlato qui) compie venti anni. Nel fare i migliori auguri all’Associazione che per la prima volta non ha festeggiato nella sua sede storica presso il CSM di Carbonia dove è ancora presente una catena, ci piace condividere le parole scritte da Manuela Sini che ci offre alcune immagini sulla salute mentale e su come Albeschida abbia saputo affiancarsi alle persone che vi convivono, facendo leva sulle loro risorse e, salvaguardando il percorso individuale di ognuna ed ognuno, anche rispetto ad un’indecifrabilità ultima, abbia voluto creare uno spazio di quotidianità e di progettualità, nella parola chiave del “prendersi cura“.

Vent’anni di Albeschida

Albeschida compie vent’anni. Io vorrei marcare la nascita e l’esistenza di questa creatura quasi unica nel panorama del volontariato locale, e non solo, con più di una parola.

Albeschida - Il giardino di Alice
Albeschida: il giardino di Alice, presso il CSM di Carbonia. Foto di Giorgio Locci

Immaginate questo: la malattia mentale accade e viene ad esprimere le sue modalità, i suoi linguaggi, i suoi silenzi, le sue angosce presso di voi-di noi; viene ad abitare con voi.

Sarebbe troppo lungo enumerare gli strascichi e lo sconquasso e i cambiamenti minimi ed enormi richiesti da questo accadere. Mentre siete concentrati sull’emergenza, un qualcosa che improvvisamente emerge e mostra il suo volto reale e non demandabile, lunghe notti insonni o deliri, o rifiuto del cibo, o le altre forme in cui il disturbo si manifesta.

Qualcosa che richiede la vostra totale dedizione e presenza, fisica e mentale, altri scenari si impongono al vostro pensare, al vostro svegliarvi e al vostro andare a dormire.

Lo stigma che si avvicina a passo sicuro a marchiare la vostra porta e il vostro incedere nella vita che avevate pensata in progresso, in salita.

La messa in discussione di ogni vostra azione e di ogni vostra decisione, passata e presente.

I sensi di colpa, di inadeguatezza, la distanza spirituale da questa “cosa” che sembra inghiottire la persona che amate in un ingorgo sconosciuto…

Il dover imparare percorsi nuovi e non contemplati.

Cercate di individuare il modo migliore per guarire, curare, cancellare, riavvolgere il nastro e tornare ad essere come prima, alla strada in salita verso i traguardi che ogni famiglia desidera per i propri cari.

Albeschida Teatro
Teatro Albeschida, Cernita Teatro a Bacu Abis. Foto di Giorgio Locci

Ma non funziona sempre così e a volte le sedute di psicoterapia dal luminare più costoso non cambiano il corso del misterioso connubio che tanto temete.
Ma, soprattutto, non cambiano la realtà della quotidianità, fatta di tapparelle abbassate e di diniego, di dolore interiore lancinante e di solitudine totale, intendo lontananza anche da se stessi.

E passano le stagioni, e passano gli anni

Immaginate adesso un medico illuminato che ha deciso nel profondo di sé di dare un’opportunità a quella persone, a me, a te, ai nostri fratelli, alle nostre sorelle.

È Agosto e il personale va in vacanza e le persone che in qualche modo ha scelto gli fossero affidate, rischiano di essere ancora più sole.

Quel medico guarda il terreno abbandonato che si espande oltre la finestra del suo studio al CSM e si domanda se per caso non fosse possibile lavorare sulla creazione di una quotidianità vera, fatta di lavoro e di frutto del lavoro.

Il lavoro sulle risorse residue, e di un terreno abbandonato e di anime molto spesso in stato di resa, offese dagli eventi e dalla scarsità di sguardi che, veramente, ti guardino e ti riconoscano come persona intera, portante diritti ed esperienze, storie e possibilità.

Il medico illuminato, il presidente di Albeschida, Dott. Antonio Cesare Gerini, cammina e non fa altro che pensare a questo, a come stabilire un contatto, a come entrare in relazione, a come costruire il senso e la bellezza intorno e a come lasciare che lo scarto irraggiungibile della malattia accompagni il compagno di viaggio senza comprometterne l’intera esistenza. Come pur esserci per lui/lei.

E andando per la via, incontra una donna che porta sulle sue spalle suo marito affetto dalla depressione e le dice: “Vorreste venire ed unirvi a me, a noi, in un nuovo progetto?“.

Questa storia, bellissima e commovente, mi è stata raccontata da Liliana Sulas, cui ho chiesto il permesso di ri-raccontarla.

19 anni di Albeschida
Liliana Sulas e Flavia Bertinelli festeggiano il 19° compleanno di Albeschida presso il CSM. Luoghi tutt’ora preclusi all’Associazione di Volontariato. Foto di Giorgio Locci

E tutte quelle mani e quelle vite cominciarono ad immaginare i luoghi di Albeschida, 20 anni fa, ad Agosto.

Il “riconoscimento” di Albeschida

E adesso immaginate questo: nasce Albeschida e si dirama in diversi progetti, ambiti e laboratori, come la vita fa, tenendo saldi i principi di autonomia, politica ed economica, di indipendenza e di libertà nelle scelte quotidiane.

I diversi ambiti funzionano e vengono riconosciuti a livello regionale, nazionale ed internazionale (riconoscimenti documentabili) e, soprattutto, a livello interiore.

Il senso di appartenere e di poter esistere e coesistere, di poter abitare e creare luoghi per altri da abitare, di poter esprimere il disagio, ma anche la gioia di una nuova amicizia, di un nuovo legame, di un lavoro portato a termine, di un andare oltre il tempo che sembra fermarsi della patologia e vivere e costruire nel tempo sia il quotidiano sia lo spazio necessario per poter riattivare le capacità progettuali.

E ora immaginate questo: una mattina, vi avvicinate ai luoghi che voi avete immaginato, sognato, creato e trovate una catena al cancello.

Poche le spiegazioni, le parole belle che insieme abbiamo imparato a scambiarci e ad amare; scarsi i messaggi, freddi, tra i quali alcune minacce di denuncia ai carabinieri.

E ora immaginate questo: Albeschida continua ad esistere, nonostante tutto, perché è un’idea nutrita di buone pratiche tra persone che hanno impegnato non solo la loro quotidianità, ma la loro presenza profonda, hanno implicato nel progetto di Albeschida una decisione di appartenenza a questo modo di operare nel campo della salute mentale e ne hanno sperimentato insieme la verità e la forza.

Felice compleanno, creatura di volontariato ed amore. Perdonaci se non sappiamo essere forti quanto tu e tutti i tuoi volti e tutte le tue voci, sei.

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