M5S: grande partecipazione di pubblico all’anfiteatro. Di Battista brilla, Massidda no

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m5sCalore, applausi a scena aperta e quasi tifo da stadio. Questa è stata l’accoglienza tributata all’anfiteatro di Carbonia da almeno (secondo quanto fa trapelare la questura) 2500 persone ad Alessandro Di Battista, ormai uno dei principali esponenti del M5S a livello nazionale oggi accompagnato nella sua trasferta sulcitana dai parlamentari Corda e Vallascas e dal Sindaco di Assemini Mario Puddu.

Un’accoglienza molto al di sopra delle aspettative nella stessa arena in cui solo 3 anni fa irruppe Beppe Grillo in prossimità delle elezioni politiche per presentare ufficialmente nel Sulcis il proprio movimento.

Oggi il tema dominante è stato quello della presentazione ufficiale della lista e del candidato Sindaco, la dirigente dell’Asl Paola Massidda, in corsa per le prossime elezioni comunali. Un nome quello della candidata grillina che da tempo fa discutere in quanto completamente sconosciuto alle cronache politiche locali, al punto che da più parti si aspettava la giornata odierna per sentirla parlare e valutarne così le idee e gli eventuali progetti per la città.

Ed effettivamente è stata proprio lei ad aprire le danze salutando gli ospiti, il pubblico assiepato sugli spalti e presentando i candidati consigliere che la accompagneranno nei prossimi mesi. Nonostante la fisiologica emozione derivata dall’esser esordiente e dal parlare di fronte a una partecipatissima platea, si è mostrata subito estremamente spigliata e capace di conquistare l’empatia degli spettatori, cosa peraltro non difficile visto il caloroso clima e gli applausi generosamente distribuiti fin dall’avvio. Dopo aver ripetuto la consueta litania che i rappresentanti del movimento replicano pressoché ovunque, ovvero la dichiarazione di presunta superiorità etica e morale rispetto a tutti gli altri partiti che hanno finora governato in ogni ambito l’Italia, la Massidda ha spiegato i motivi secondo i quali l’attuale maggioranza di centrosinistra avrebbe fallito in città il proprio compito e sia ormai irrinviabile sostituirla.

Ma tra queste motivazioni, oltre all’addebito di responsabilità al PD (in quanto partito che governa, pur nelle diverse forme, da 70 anni) per la grave situazione di crisi economico-sociale della città e del territorio e tre o quattro riferimenti ai lavori di Piazza Rinascita e del Palazzetto dello Sport o a una piazza di Cortoghiana che si “allagherebbe quando piove”, non si son visti per il dispiacere dei più attenti osservatori altri spunti degni di nota e di certo importanti per il governo del comune e gli interessi della cittadinanza.

Non una parola su come ridurre le imposte comunali, sul miglioramento dei servizi, sul modello di ritiro e gestione dei rifiuti, su come valorizzare il centro cittadino e le attività produttive, su come amplificare e ritagliare i fondi per gli investimenti, su come attrarre finanziamenti Europei, su come valorizzare ulteriormente il complesso della Grande Miniera di Serbariu e tutte le attrattive culturali e turistiche del territorio comunale. Niente sul Polo Industriale e il dramma di centinaia di lavoratori residenti in città, sulla crisi dell’edilizia e quindi sul Piano Urbanistico Comunale, sulle azioni da compiere in ambito Sociale, sulla Sanità o più in generale sul ruolo che assumerà Carbonia nei prossimi mesi quando avocherà a se la guida della neonata “Rete dei Comuni” con la responsabilità diretta di tracciare (al pari di quello che faceva la vecchia provincia) le linee strategiche di sviluppo e rappresentanza politica per l’intero territorio, etc.. etc.

Tuttavia, quella di non aver ancora scoperto le carte potrebbe però essere in realtà una scelta meditata e calibrata, sebbene la partecipatissima platea nonché la diretta streaming rappresentavano oggi un’occasione unica quanto rara per raggiungere a poco più di due mesi dalle elezioni il maggior numero possibile di elettori. Quantomeno è quello che sperano coloro che vorrebbero un confronto politico tra candidati di schieramenti opposti realmente basato sui programmi e nel merito delle questioni e non sulle ideologie, gli stereotipi o l’eco lungo degli accadimenti della politica nazionale.

E che dire dell’intervento dei parlamentari grillini che (in particolare Emanuela Corda a dire il vero) hanno parlato più di politica nazionale che dei problemi della Sardegna e del nostro territorio che proprio in questo particolare momento affronta la fase finale di alcune delle principali vertenze che se risolte potrebbero permettere il recupero di migliaia di buste paga ma che in caso contrario sancirebbero l’epilogo di un dramma sociale senza precedenti. Maggiormente concreto e apprezzabile (si è vista l’esperienza amministrativa) il Sindaco di Assemini Mario Puddu che ha messo in guardia tutti sulle difficoltà della campagna elettorale e dell’attività di amministratore.

E infine Alessandro Di Battista. Un grande comunicatore. Un fuoriclasse del palco che ha saputo ammaliare la platea con un copione collaudatissimo interpretato alla perfezione così come ogni politico degno di tale nome. Anch’egli però, prescindendo dai ripetitivi attacchi al PD ai quali in ogni ambito gli esponenti di punta del M5S ci hanno abituato, non ha praticamente parlato della nostra isola se si fa eccezione a qualche fugace passaggio sui fondi(mancati) agli alluvionati. Ma visti i precedenti interventi dei parlamentari che a loro volta non hanno parlato se non superficialmente di Sardegna, è verosimile che non si siano presi nemmeno la briga di erudirlo specificamente sulle gravi problematiche territoriali.

A ogni modo la giornata odierna ci racconta uno scenario nel quale il M5S rappresenta una forza politica viva con un enorme appeal fra la gente prescindendo da età, sesso e posizione sociale (la platea era estremamente variegata). E se di sicuro degli almeno 2500 partecipanti una parte erano curiosi, un’altra cittadini provenienti da altri comuni e una composta da aficionados e simpatizzanti del Movimento, chi, dei leader politici nazionali, può permettersi di venire oggi a Carbonia senza il rischio di incorrere in una contestazione a riempire una piazza di applausi come ha fatto Di Battista?

Tutti gli altri candidati in lizza… sono avvisati!

Manolo Mureddu