Elezioni Carbonia: nuovo accordo con i centristi per Casti

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Municipio-Carbonia

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale delle liste iniziano a definirsi gli scenari e le coalizioni in campo per le elezioni amministrative di Carbonia. Nel centrosinistra ufficiale, dopo il rinnovato accordo tra il Sindaco uscente Giuseppe Casti e SEL, è stato siglato -notizia di queste ore- un patto elettorale con un’aggregazione politica dal nome “Unione Cittadina” proveniente dall’area centrista che racchiude al proprio interno gli esponenti dei gruppi “Progetto per Carbonia” e “Iniziativa Cittadina” (entrambi presenti all’opposizione in consiglio comunale) e dell’ex UDC.

“Questo accordo, fanno sapere i contraenti, nasce per l’esigenza di effettuare una grande alleanza nell’interesse della città in grado di affrontare i gravissimi problemi generati dalla crisi economica che da anni attanaglia ogni settore produttivo mettendo a forte rischio il tessuto sociale e il futuro di tante famiglie. Abbiamo chiesto al Sindaco di poter inserire i nostri punti programmatici e di poter partecipare alla cabina di regia della coalizione”.

Nelle scorse settimane Casti aveva paventato la possibilità di allargare la propria coalizione lanciando a più riprese appelli verso tutte le forze politiche disponibili ad abbracciarne il percorso e ad impegnarsi per la città. Una scelta dettata dalla consapevolezza che il centrosinistra attuale è di certo più debole rispetto a  5 anni fa e dal tentativo di vincere al primo turno (e non rischiare concretamente al secondo).

Tanto più dopo la discesa in campo dell’ex Sindaco di Carbonia negli anni 80-90, Ugo Piano, in corsa con una coalizione mista di rappresentanti politici provenienti da ogni area politica e in particolare dalla sinistra con i due ex PDLuisa Poggi e Ignazio Cuccu. Dal suo comitato elettorale pervengono in continuazione segnali di ottimismo rispetto alla possibilità di arrivare al ballottaggio o addirittura di vincere le elezioni. Ed effettivamente è innegabile che l’ex Sindaco abbia catalizzato e continui a catalizzare intorno a sé una variegata schiera di esponenti politici i cui voti sommati insieme potrebbero fare la differenza nel voto di lista rispetto a tutti gli altri outsider in campo.

In città da tempo, anche a causa della grave crisi occupazionale indotta dalla chiusura del Polo Industriale, si respira aria di sofferenza, rabbia e rigetto verso la politica tradizionale. Sentimenti che nelle ultime elezioni politiche ed europee si sono evidenziati nel voto al M5S e che anche alle elezioni comunali (vedi anfiteatro con Di Battista) potrebbero seguire lo stesso percorso. Ma è anche vero che il voto amministrativo, per sua natura estremamente differente da tutti gli altri, risente molto dei rapporti interpersonali, della capacità dei candidati consigliere di raccogliere consensi e sostenere le proprie coalizioni e da altre dinamiche legate agli intrecci clientelari. Prova ne è la sostanziale differenza di risultati del M5S (in molti casi) tra il voto nazionale e quello amministrativo dove il consenso si infievolisce. Tuttavia l’opinione comune è che se il Movimento di Grillo dovesse(per qualsiasi circostanza) riuscire ad arrivare al ballottaggio, potrebbe realmente giocarsela fino in fondo in un voto che a quel punto potrebbe premiare un simbolo considerato per antonomasia di “rottura”.

Nel contempo gli altri candidati, Andrea Corda, Daniela Garau e Francesco Cicilloni, girano la città in lungo e largo per presentare agli elettori il proprio programma consci delle difficoltà di questa campagna elettorale dove ogni voto dovrà essere strappato casa per casa.

Il candidato di Unidos Andrea Corda ha l’handicap di essere sostenuto da una sola lista, ma (secondo la narrazione in voga di questi tempi)  potrebbe avere a suo favore alcuni fattori come l’età anagrafica e il fatto di esser totalmente nuovo alla bagarre politica ancorché non si possa dire lo stesso del suo più grande sponsor, il deputato Mauro Pili.

Mentre Daniela Garau, apprezzata avvocatessa, paga lo scotto di non esser conosciuta in città e di aver accettato troppo tardi la candidatura in una coalizione nella quale l’unica forza politica realmente strutturata in grado di sostenerla sembrerebbe quella dei riformatori con la loro lista civica.

Francesco Cicilloni resta un’incognita sia per la reale strutturazione delle liste che lo sostengono che per la capacità di sostenere una campagna elettorale di queste proporzioni e difficoltà. Ha dalla sua l’esperienza politica e un programma elettorale strutturato e per molti versi innovativo.

In questo quadro nei giorni scorsi il Sindaco uscente ha lanciato il guanto di sfida agli altri candidati invitandoli a confrontarsi in un dibattito pubblico nel quale sottoporre le rispettive idee e programmi al giudizio dei cittadini. Dagli altri partiti e movimenti non sono arrivate risposte ufficiali e le indiscrezioni rispetto a questa evenienza sono (per usare un eufemismo) molto tiepide. La sfida di Casti potrebbe essere intesa come un segno di debolezza (generalmente sono gli sfidanti a chiedere un confronto), ma in realtà è una legittima richiesta perché i cittadini hanno il diritto di conoscere anticipatamente le competenze di coloro che si candidato al ruolo di guida della città e di riflesso del territorio. Un confronto al quale nessuno dovrebbe sottrarsi se disciplinato con regole certe e moderato da una personalità super partes possibilmente estranea alla città.

D’altronde, se si teme di confrontarsi pubblicamente con il Sindaco uscente (che si ha l’intenzione di sostituire), come si pretende poi, una volta eletti, di riuscire a misurarsi con gli oltre 20 Sindaci che faranno parte della “Rete dei Comuni”, ognuno dei quali perorerà col coltello tra i denti gli interessi specifici della propria comunità?

MANOLO MUREDDU