Il Carbonia Film Festival a Cagliari

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Il Cratere al Carbonia Film Festival svolto a Cagliari - Foto della discussione.

Il 12 ottobre 2017 il Carbonia Film Festival ha fatto tappa a Cagliari con How To Film The World, nello specifico e per l’occasione la domanda è stata: come filmare l’Italia?

Carbonia Film Festival a Cagliari, foto della presentazione.
La Presentazione del CFF a Cagliari.

Per il Carbonia Film Festival svolgere una tappa dell’evento a Cagliari, non è una mera questione di Location, bensì un momento simbolico.

Si tratta infatti di un ulteriore anello di congiunzione tra la città mineraria e il mondo, toccando l’Italia passando per Cagliari.

Lo schema <<Carbonia – Cagliari – Italia – Mondo>> potrebbe sembrare un azzardo forzato, un’ambizione fuori portata per una città come Carbonia.

Tuttavia il Festival è innegabilmente cresciuto, riceve interesse su vari fronti e sabato 14 ottobre porta il Premio Oscar ungherese László Nemes al Cineteatro Centrale.

CFF a Cagliari: Daniele Gaglianone e Alfie Nze alla Cineteca Sarda

Il pomeriggio della tappa cagliaritana è stato totalmente incentrato sul tema della migrazione, con due proiezioni e il relativo confronto con i registi.

Si è cercato di dare una prospettiva inversa sulla tematica, guardando verso l’Italia dal punto di vista di chi vuole raggiungerla e di chi si è integrato.

Granma

Regia di Daniele Gaglianone e Alfie Nze (Italia, 2017, 35′).

La scelta di inserire un film interamente girato in Nigeria come pilastro sul tema “Come filmare l’Italia?” racconta già, di per sé, l’intento e lo spirito dell’iniziativa.

Daniele Gaglianone e Alfie Nze al Carbonia Film Festival nella tappa di Cagliari.
Daniele Gaglianone e Alfie Nze durante il dibattito.

Si parla di un giovane cantante hip hop nigeriano (Jonathan) che durante la lavorazione di un nuovo brano importante riceve la notizia della morte del cugino (Momo), vittima di una traversata fallita nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Jonathan interrompe quindi il lavoro in sala prove per andare insieme a sua nonna al villaggio, dove dovranno dare la triste notizia alla nonna di Momo.

La musica e le parole della canzone diventano il sottofondo delle relazioni tra i personaggi, in un insieme che cerca di mostrare l’universo di significati, paure e aspettative dietro alla morte di ogni singolo individuo.

Gaglianone sottolinea l’importanza del dare a ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione e nazionalità, la medesima rilevanza.

Granma - Un fotogramma del Film proiettato al Carbonia Film Festival.
Un Fotogramma del film “Granma”.

Lo si fa riconoscendone l’identità nella diversità, ed è l’aspetto identitario quello maggiormente evidenziato da Alfie Nze (autore, attore, direttore e regista teatrale nigeriano ma naturalizzato italiano).

Granma è quindi da una parte la scoperta dell’altro dal punto di vista di Daniele Gaglianone.

D’altra parte si tratta di un racconto della cultura e del contesto nigeriano da parte di Alfie Nze, con un lavoro incentrato sulla figura della donna e sulla percezione della morte.

Lo script e la prospettiva offerta dal film risultano convincenti e decisamente interessanti.

Se dal punto di vista dell’europeo viene offerto uno scorcio sul mondo dell’altro, dal punto di vista di chi in Europa vuole arrivarci vengono mostrati i pericoli e le difficoltà.

Tecnicamente, tuttavia, il mediometraggio non risulta impeccabile e possono risultare fastidiosi alcuni dialoghi poco fluidi.

L’intreccio tra documentario e fiction è riuscito solo parzialmente e lo spettatore potrebbe fare fatica a entrare nel mondo raccontato e coglierne gli aspetti più rilevanti.

Joy

Regia di Daniele Gaglianone (Italia, 2017, 15′).

Joy è un cortometraggio incentrato su una ragazza africana cresciuta in Italia e chiamata a svolgere un’attività di danza e training presso l’Ex Moi.

L’Ex Moi è un complesso di palazzine dell’ex villaggio olimpico di Torino 2006 diventate per anni un rifugio per migranti, recentemente al centro della cronaca a causa di un piano di sgombero.

Joy - La Locandina.
La Locandina di Joy.

La tematica è quindi la relazione tra una persona perfettamente integrata come Joy e le sue origini, da intendere sia in senso intimo e personale, sia rispetto alle persone dell’Ex Moi.

Nel film non mancano degli spunti ironici che fanno sorridere e che rappresentano il momento più autentico, quello che riesce ad avvicinare lo spettatore ai personaggi.

Il montaggio però restituisce delle riprese che possono risultare scollegate e confuse, in un modo che allontana dal senso del film.

Il significato e l’intero cambiamento nella percezione di Joy vengono mostrati soltanto attraverso un dialogo con la madre, che a questo punto però ha uno spazio effettivamente ridotto rispetto alla sua importanza narrativa e simbolica.

Si tratta quindi di un buon lavoro documentario che lascia intendere quanto la tematica sia importante, ma nel quale tutta la parte relativa alla fiction sembra essere più d’intralcio che di supporto.

Nel complesso comunque il tentativo risulta interessante e offre numerosi spunti di riflessione.

Al Cinema Odissea di Cagliari: Il Cratere, un film di Silvia Luzi e Luca Bellino

Carbonia Film Festival al Cinema Odissea.
Carbonia Film Festival al Cinema Odissea.

Alle 21.30 l’evento si è spostato al Cinema Odissea, questa volta con un lungometraggio dal titolo “Il Cratere”.

Anche in questo caso, dopo la proiezione, i registi hanno raccontato il lavoro fatto e risposto alle numerose domande sul film.

Il Cratere

Regia di Silvia Luzi e Luca Bellino (Italia, 2017, 93′).

Il Cratere è un film cresciuto spontaneamente tra i pupazzetti di una bancarella del Luna Park e l’insistente ricerca della fortuna nello scenario neomelodico napoletano.

Il Cratere - La protagonista tra i premi della bancarella.
Il Cratere – La protagonista tra i premi della bancarella.

Questi sono i due estremi materiali che strutturano la parte maggiormente sensoriale del film: luci, colori e musica.

La sostanza è invece costituita dal vissuto della protagonista e dall’ossessione di suo padre che vuole più di qualsiasi altra cosa il successo della figlia, nel quale intravede una possibilità di riscatto per l’intera famiglia.

È chiaro da subito dunque che si tratta di un lavoro interessante con delle premesse che vanno al di là dell’originalità: Il Cratere è infatti un film a tutti gli effetti sperimentale.

I due registi sono entrati nelle vite di un’intera famiglia, raccontando una storia attraverso dei personaggi reali.

La casa in cui è stato ambientato il film è davvero la casa dei protagonisti, così come è autentico il loro lavoro e molti degli elementi raccontati dalla macchina da presa.

Un tentativo dichiarato di verismo contemporaneo, che non si limita a fondere fiction e documentario, ma che cerca di trasformare la verità del luogo in un set cinematografico e di far emergere le reali emozioni delle persone trasformando il personaggio stesso in attore.

Le difficoltà dell’intera famiglia si lasciano cogliere in modo spontaneo, così come l’ossessione del padre con la relativa oppressione della figlia.

Il Cratere, foto del dibattito con i registi dopo la proiezione.
Il Cratere – Il dibattito dopo la proiezione.

Queste dinamiche, in se stesse, risultano chiare, significative e sincere.

Lo fanno però in un modo tendenzialmente più documentaristico che cinematografico, lasciando nello spettatore la sensazione che la stessa storia approfondita nella sua sceneggiatura e girata con i mezzi della cinematografia tradizionale, potesse risultare più incisiva.

Un’ulteriore problematica riguarda poi la scelta di basare l’intero film su un susseguirsi di inquadrature molto strette, spesso di durata importante e con continue sfocature.

Si tratta di una scelta a mio avviso eccessiva, che rischia di far prevalere sullo spettatore l’angoscia per l’inquadratura in sé, anziché trasmetterla per la situazione raccontata.

Nonostante queste problematiche, il Cratere è a tutti gli effetti una proposta di assoluta rilevanza che merita spazio e interesse.

Per saperne di più sul Carbonia Film Festival presenta How To Film The World ti consigliamo quest’articolo:

CFF presenta How To Film The World