ASL: gli interinali non sono tutti uguali? Intervista a Marco Gentile

2154

WhatsApp Image 2016-08-08 at 17.44.31

In seguito al mancato rinnovo di alcuni contratti dei lavoratori interinali impiegati nei vari servizi forniti dalla ASL 7, intervistiamo uno degli operatori del Centro Unico di Prenotazione (CUP), Marco Gentile, che ha subito il non rinnovo del suo contratto, scaduto il 31 luglio di quest’anno.

Carbonia.net: ciao Marco, di cosa ti occupavi all’interno della nostra ASL territoriale?

Marco: io lavoravo al CUP del poliambulatorio di San Ponziano e mi occupavo di prima mattina della registrazione dei prelievi e delle etichettature per le provette. In particolare, controllavamo che tutti gli esami riportati nell’impegnativa di ogni paziente fossero correttamente caricati in un software specifico e,  tramite codice a barre, stampavamo le etichette che venivano poi applicate nelle provette. Quindi si tratta di un processo fondamentale per collegare il paziente agli esiti degli esami.  Poi mi occupavo di prenotazioni delle visite specialistiche, di riscossione di ticket e delle esenzioni per i disoccupati e gli anziani, nel rispetto delle normative vigenti, utilizzando un collegamento diretto e un altro specifico software col sito dell’Agenzia delle Entrate.

Carbonia.net: da quanto eri impiegato al CUP della ASL 7 e quando era prevista la scadenza del tuo contratto?

Marco: lavoravo al CUP dal 1° luglio del 2013. Quindi ho tre anni di esperienza in queste mansioni. Avevo un contratto interinale a tempo determinato e, dopo vari rinnovi, l’ultima scadenza era il 31 luglio di quest’anno.

Carbonia.net: come  giudichi l’efficienza dei servizi offerti ai pazienti dalla ASL 7, con particolare riferimento alle liste d’attesa in questi tre anni di esperienza?

Marco: ho notato dei miglioramenti ma bisogna fare alcune distinzioni in base alla specialità della visita richiesta. Ad esempio per una visita ortopedica il tempo di attesa medio era di circa 15 o 20 giorni mentre per una visita endocrinologica a Carbonia i tempi sono biblici mentre ad Iglesias l’attesa è minore perché possono contare su più medici endocrinologi.

Carbonia.net: raccontaci cosa è successo alla scadenza del tuo contratto.

Marco: gli impiegati interinali erano 18, impiegati in uffici, ambulatori e in ospedali diversi, diffusi in tutto il territorio sulcitano. Tutti avevamo la scadenza del contratto il 31 luglio 2016. Il 1° agosto ai 10 interinali che lavoravano al CUP non è stato rinnovato il contratto mentre agli altri 8 che lavoravano in altri servizi (ad esempio servizio veterinario, formazione, screening, radiologia ) è stato rinnovato fino al 31 ottobre.

Carbonia.net: pensi che al servizio CUP il numero degli impiegati fosse in soprannumero?

Marco: no anzi, noi eravamo sotto organico. Ricordo che il servizio del CUP è fondamentale per la fornitura delle prestazioni mediche perché noi siamo il punto di raccordo tra paziente e medico, cioè noi operatori del CUP siamo la prima persona che il paziente vede quando ha bisogno di una visita. Molto spesso c’era il problema che in alcuni ambulatori periferici, ad esempio Santadi, Narcao, S. Anna Arresi, il servizio fornito dal CUP veniva erogato soltanto una volta a settimana da un solo operatore. Molto spesso i pazienti erano costretti a venire a Carbonia nel caso ci fosse un’urgenza o nel caso in cui l’operatore del CUP dell’ambulatorio periferico si assentasse per umane esigenze, come una malattia. Quindi la mole di lavoro a Carbonia, punto di riferimento per il basso Sulcis, è sempre stata elevata. Con il non rinnovo dei contratti ai 10 operatori interinali impiegati nel CUP della ASL 7, tutta la gestione delle prenotazioni rimane nelle mani dei pochi dipendenti ASL che ci affiancavano in precedenza.  Il servizio rischia quindi di diventare un disservizio con lunghe attese agli sportelli, non sempre agevoli per anziani o pazienti in attesa di un prelievo ematico e quindi a digiuno. Ricordo inoltre che il servizio di prenotazione telefonica è possibile solo per la prima visita e non per le visite successive mentre la prenotazione online non è ancora molto diffusa e semplice per persone non familiari con il mondo del web.

Carbonia.net: perché ad alcuni interinali è stato rinnovato il contratto e a voi del CUP no?

Marco: il contratto di altri 8 lavoratori interinali, come dicevo prima, è stato rinnovato fino ad ottobre e non mi spiego perché a noi del CUP non è stata concessa questa proroga vista l’importanza del servizio offerto. Ovviamente sono felice per i miei colleghi, il lavoro è un diritto di tutti.
Pare che al CUP dovranno assumere lavoratori provenienti dalle categorie protette quindi questo conferma il fatto che non eravamo sovrastimati ma pone il problema della formazione di questi futuri nuovi assunti che andranno a svolgere una mansione a contatto con l’utenza e quindi che necessità di velocità e risolutezza, per cui la loro formazione, costosa in termini economici e di tempo, sarà una priorità. Non mi spiego però perché le nuove assunzioni delle categorie protette non vengano distribuite tra i vari settori della ASL ma sono concentrate soltanto al servizio del CUP.

Carbonia.net: cosa pensi di fare nel futuro?

Marco: spero di ritornare a lavorare al CUP, dato che ho acquisito esperienza e competenze specifiche in questi tre anni di lavoro che sarebbe un peccato sprecare sia per me, che per l’efficienza della ASL stessa. Altrimenti beneficerò degli ammortizzatori sociali per alcuni mesi in cui cercherò nuove occupazioni, anche fuori Sardegna se necessario.