Sardex, la moneta complementare che potrebbe risollevare l’economia sarda

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“Siamo parte di Sardex.net perché crediamo che la collaborazione sia la base imprescindibile per una sana competizione. Perché crediamo nel mercato come luogo di interazione sociale in cui i nostri bisogni e la nostra capacità di produrre valore s’incontrano generando benessere duraturo e condiviso. Per ognuno di noi, Sardex.net rappresenta un obiettivo e una visione comune: l’impegno di migliaia d’individui a essere parte di una comunità in cui le relazioni e la fiducia sono i veri capitali su cui costruire l’economia di domani. Sardex.net: comunità che creano valore, insieme” 

 

Sardex: comunità che creano valore, insieme

l43_sardex_logo_120609004124_big_autoCut_664x230[1]Sardex.net, primo circuito di credito commerciale della Sardegna, nasce a Serramanna, uno dei paesi più poveri della provincia di Cagliari, alla fine del 2009, grazie all’ingegno di quattro giovani ragazzi, Carlo Mancosu, Piero Sanna, Giuseppe e Gabriele Littera, i quali, preoccupati per il loro futuro e per quello dell’economia sarda (e non solo), decisero di cercare un nuovo modo per concepire e riorganizzare l’economia isolana.
Pur essendo stato ufficializzato nel 2010, il progetto era in fase di realizzazione a partire già dal 2006, anni nei quali si udivano le prime avvisaglie della crisi finanziaria globale emersa con il crollo del mercato dei mutui subprime che di lì a poco avrebbe travolto il sistema economico globale.
Il punto di partenza fu proprio la crisi, perché la sua conseguenza principale non fu tanto il venir meno delle capacità atte a produrre valore, ma l’indisponibilità dei mezzi finanziari necessari alla creazione stessa del valore.
Ci si era in sostanza accorti che la crisi era più finanziaria che produttiva, in quanto i beni e i servizi realizzati fin lì dalle aziende difficilmente sarebbero venuti a mancare. Ciò che scarseggiava era, perciò, il mezzo col quale poterli acquistare. Sardex nasce, quindi, proprio per cercare di creare un diverso sistema, in grado di sostenere gli scambi e, allo stesso tempo, capace di garantire alle imprese un canale di finanziamento complementare e aggiuntivo per la creazione di valore e per la messa in atto di alcune funzioni che, per via della crisi, gli strumenti tradizionali non erano più in grado di svolgere con efficacia. Eppure Sardex non è mai stato uno strumento per risolvere la crisi o per aziende in crisi, “ma rappresenta un laboratorio attraverso cui ripensare, ridisegnare, riprogettare l’economia del domani, intervenendo sul mezzo attraverso cui l’economia si manifesta e sulle regole attraverso cui quel mezzo è reso disponibile agli agenti economici: il denaro e il credito”.

Come funziona il circuito?

L’ingresso all’interno del circuito non è per niente automatico in quanto, affinché sia garantita una equilibrata operatività del circuito, è necessario analizzare i bilanci precedenti, l’entità delle spese generali, ma soprattutto il potenziale inespresso delle aziende. Si cerca cioè di capire se i beni e servizi che l’azienda offre siano effettivamente in grado di apportare benefici alla rete. In caso contrario questa verrà messa in aspettativa e ricontattata solamente nel caso in cui vi sia una buona richiesta dei rispettivi asset.
Una volta valutata positivamente, l’azienda entrerà a tutti gli effetti a far parte del circuito (dietro il pagamento di una quota di iscrizione che oscilla dai 250€ ai 2500€ a seconda del giro d’affari) potendo così realizzare i propri scambi all’interno del circuito (1 SRD equivale a 1€), scambi che altrimenti non si sarebbero mai potuti realizzare.

Quali vantaggi?

Uno dei primi vantaggi è, ovviamente, di natura finanziaria in quanto le aziende aderenti, potendo fare a meno del ricorso al credito bancario, registreranno un risparmio riconducibile all’assenza del pagamento degli interessi passivi sui crediti. L’estinzione del debito contratto all’interno del sistema, infatti, non prevede alcun tipo di tasso d’interesse e questo perché sia i debitori sia i creditori vengono trattati in modo simmetrico (contrariamente a quello che avviene nel tradizionale sistema bancario).

“CON SARDEX.NET, HO REALIZZATO VENDITE CHE NON AVREI MAI PENSATO DI FARE”

sardex[1]Vi saranno poi dei benefici sia economici sia commerciali. Lo scambio degli asset di cui si ha bisogno, essendo il frutto di quelle vendite aggiuntive realizzabili solamente grazie al fatto di operare nel circuito, avviene sostanzialmente a condizioni più vantaggiose; il risparmio che si riuscirà così a produrre, sarà pari alla differenza tra il rispettivo costo marginale e il prezzo di vendita dei beni e servizi prodotti internamente. (si fa riferimento, infatti, al solo costo marginale vale a dire alla sola variazione del costo di produzione che deriva dall’aumento della quantità prodotta senza che vi sia un’incidenza delle spese fisse).
Inoltre, aumentando le vendite rispetto al mercato tradizionale, si genererà una ricchezza supplementare e di conseguenza si andrà a incrementare il fatturato (aumento, altrimenti, difficilmente generabile).
Non meno importanti saranno i vantaggi di marketing. Un’azienda neo-iscritta (e non solo) tramite il servizio della newsletter (un meccanismo ideato per farsi conoscere e per conoscere le altre aziende), potrà raggiungere n potenziali clienti aderenti alla rete che si rivolgeranno all’esterno del circuito solamente nel caso in cui i partner, tra cui rientra la nuova azienda, non siano effettivamente in grado di fornire quei beni e servizi di cui si ha bisogno. Ciò significa che l’opportunità di acquisire nuovi clienti è particolarmente elevata. In questo modo vengono, così, a concretizzarsi le intenzioni della Sardex, che affiancandosi e sommandosi al mercato tradizionale piuttosto che sostituendosi a esso, conduce, come detto, le aziende verso la creazione e il mantenimento di nuove fonti per la produzione del valore attraverso l’ottimizzazione delle capacità produttive e della loro appetibilità.
Poi chiaramente vi sarà un grande vantaggio d’immagine riconducibile al fatto di vivere all’interno di un circuito innovativo che, col passare del tempo, riesce a far parlare sempre più di sé e non solamente più a livello locale.
A livello nazionale, infatti, Sardex, scelta come esempio d’innovazione, fornisce il proprio modello in vista della creazione di altri circuiti di credito commerciali locali. Con Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Sicilia è stato stipulato un vero e proprio accordo di joint venture, con l’intento di creare un “metacircuito”, che fondato sulla collaborazione di tutti circuiti territoriali, sia in grado di favorire lo sviluppo di un mercato inter-regionale intelligente. Infine a livello Europeo la Regione Sardegna ha ottenuto, tramite Sardex, un co-finanziamento da parte della Commissione Europea per il progetto DigiPay4growth. Tale programma sperimentale, che per ora prevede una “fase pilota” della durata di tre anni, vede la start-up sarda in prima linea (assieme a Catalogna e a Bristol City) nella realizzazione di un innovativo sistema di pagamento digitale (DPS – Digital Payment System), il software Cyclos, con lo scopo di incrementare e ottimizzare la circolazione del denaro in una determinata area, andando a combattere anche a livello di Eurozona, gli effetti negativi causati dalla crisi.
Ma come qualsiasi attività imprenditoriale, anche Sardex accanto ai punti di forza presenta i suoi elementi di debolezza, i quali si legano più che altro al fatto di essere ancora particolarmente legato ad un ambiente locale che se da un lato promuove la propria economia, dall’altro porta con sé tutti i limiti e le difficoltà legate ad un piccolo mercato in cui non tutti i beni possono essere acquistati in moneta complementare. Per questo motivo solo una parte del fatturato potrà essere generata in SRD.
sardex[1]Inoltre tutte quelle imprese aderenti che acquistano le forniture all’esterno dell’Isola, dovrebbero concentrarsi in primis su una efficiente pianificazione degli acquisti, in modo tale da non ritrovarsi nell’impossibilità di spendere, nel breve-medio termine, i crediti generati all’interno del network. Compito del circuito sarà quindi quello di programmare una corretta gestione degli scambi: da un lato una gestione prudenziale della composizione del paniere di beni e servizi disponibili all’interno della rete al fine di garantire la massima spendibilità evitando posizioni di debito/credito strutturali e dall’altro una programmazione, portata avanti in stretta collaborazione con le aziende, con lo scopo di aiutarle a mantenere l’equilibrio individuando la quantità ottimale di vendite e di acquisti utili a generare valore e vantaggio sia economico che finanziario.
Altri svantaggi o criticità si riscontrano in quelle aree geografiche, dove il circuito è meno presente, poiché la sua efficienza, come sappiamo, è direttamente proporzionale alla sua estensione. Ovviamente, è bene rilevare che questo è un problema che Sardex sta cercando di colmare con diverse iniziative volte appunto a favorire il coinvolgimento di quelle aree ancora inesplorate.
Nonostante ciò, visto il successo degli ultimi anni (dal 2010, anno della prima transazione, si è passati dalle 250 aziende alle 2500 del dicembre 2014 per un totale di 60 milioni di transazioni andate a buon fine nell’ultimo anno solare) e vista la fiducia sia a livello Italiano sia a livello Europeo che, come detto, Sardex ha ottenuto perché non crederci??

Gianfranco Pischedda
Dottorando di ricerca in Scienze Economiche ed Aziendali presso le Università di Cagliari e Sassari