Asphalt

asphalt_00Recensione

Regia di Ali Hammoud

Genere: Documentario (Libano, Qatar, 2016, 69′)

Se pensate che tra un autovelox e un parcheggio stretto guidare sia diventato un vero e proprio incubo, potete solo immaginare cosa possa significare fare il camionista tra l’Egitto e il Sudan o tra la Siria e la Giordania.

Si guidano enormi macchine cariche di merce in luoghi in cui la guerra è nell’aria, le dogane sono un’incognita e il carburante può diventare problematico da reperire, lontani chilometri e chilometri da casa.

Asphalt segue le vite di alcuni di questi camionisti, raccontandone i pensieri, mostrando i luoghi percorsi e le situazioni incontrate durante i viaggi.

Lo scenario generale potrebbe essere definito come dinamico, ma il termine “irrequieto” aiuta a rendere meglio l’idea.

Possono esserci cambiamenti improvvisi e confini da attraversare che vengono chiusi con ulteriori conseguenze, come i cambiamenti degli accordi stipulati in precedenza.

In questo documentario di Ali Hammoud possiamo vedere tantissimi camion fermi al confine sirio-giordano; possiamo conoscere la situazione dei camionisti egiziani costretti a tornare al proprio paese, così come possiamo intuire difficoltà di ogni genere, ad esempio la mancanza di tutela per chiunque passi in Siria – come puoi pensare di poter fare una denuncia in una situazione del genere?

Ma soprattutto quello che possiamo scoprire è il lato umano di questi lavoratori. Emerge in particolar modo una forte religiosità, il desiderio di condivisione, l’attaccamento alla propria casa e il senso di dovere per la famiglia.

L’impressione che si può avere osservando queste persone nel film è che si sarebbe potuto scavare più a fondo. Inevitabilmente, la presenza del regista ha influenzato i protagonisti, abituati a guidare in solitudine per giorni e con ogni probabilità desiderosi di compagnia e socialità. Si avverte fortemente la presenza dell’operatore per tutta la durata dell’opera, che filma e interagisce con molto tatto e profondo rispetto per le persone raccontate – ma che di fatto ne influenza l’atteggiamento.

Un grande punto di forza del  documentario è invece la visibilità data all’intreccio tra le esistenze dei camionisti e le situazioni politiche.

Il risultato nel complesso è molto buono, merito di Hammoud che è riuscito a mostrare numerose situazioni di quei luoghi e allo stesso tempo farci conoscere i pensieri di chi queste cose le vive giorno per giorno, chilometro per chilometro.

 

Nicola Ruvioli

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