Carbonia: presentate le liste, la polverizzazione e l’assorbimento della Destra

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Con la presentazione delle liste si è aperta ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni comunali di Carbonia. Come già noto, saranno 6 i contendenti alla carica di primo cittadino. Si parte dal Centrosinistra ufficiale che presenterà 5 liste a sostegno del Sindaco uscente Giuseppe Casti, a Ugo Piano (ex Sindaco negli anni 80) anch’egli con 5 liste, fino alle tre di Daniela Garau e a quelle singole del M5S per Paola Massidda, di Unidos per Andrea Corda e della civica di Francesco Cicilloni.

A una prima lettura dei candidati in campo emerge preponderante un dato: quello che un tempo veniva definito per antonomasia lo schieramento di Centrodestra non esiste più, è svanito.

Polverizzato in tutte le sue componenti all’interno delle principali coalizioni: dagli ex An e Fi divisi in tre rivoli a sostegno di Casti, Piano e Garau, all’UDC e ai Riformatori che si presenteranno con delle aggregazioni civiche dal nome “Unione Cittadina” e “Insieme per il Rinnovamento”.

Una novità non del tutto inaspettata per Carbonia dove già in passato si sono sperimentati scenari in controcorrente rispetto agli equilibri politici regionali e nazionali. Basti ricordare la compagine di Randazzo (oggi divisa tra Casti e Piano) organica al Centrodestra in regione ma lealmente alleata del Centrosinistra in città. Una situazione non dissimile quindi dall’attuale che (come accennato in precedenza) vede, oltre i riposizionamenti dei transfughi ex AN (oggi confluiti in parte in Casapound e presenti con una lista civica) e FI, l’UDC e i Riformatori alleati a livello nazionale del governo Renzi, in ambito regionale del Centrodestra, ma a queste elezioni comunali convinti sostenitori, rispettivamente, del Sindaco uscente Casti e dell’avvocato Garau.

Un rimescolamento degli equilibri in campo che contribuisce non poco a rendere incerta la lettura della contesa elettorale anche ai più esperti osservatori.

Di certo, la forte esigenza di strutturare liste competitive per far fronte alla disaffezione di molti elettori e porre un argine al voto d’opinione del M5S, nonché l’implosione del Centrodestra a livello nazionale, hanno energicamente favorito queste dinamiche.

In questo contesto, iniziano a esser presentati i vari programmi elettorali delle coalizioni, alcuni dei quali, tra i nuovi pretendenti alla massima poltrona di Piazza Roma, brillano per innovazione quanto per inapplicabilità se pensiamo alle competenze specifiche dell’amministrazione e al bilancio comunale al quale coloro che verranno eletti in maggioranza dovranno obbligatoriamente far riferimento.

Ma si sa, i programmi sono diventati ormai un pro forma routinario e non vincolante. Sarebbero certamente più interessanti se fossero affiancati, per ogni intervento promesso, dalle modalità di attuazione, dai percorsi di reperimento e finanziamento delle risorse e dalla descrizione degli iter burocratici da intraprendere. Basterebbe spiegarli in pubblico, se non si avesse timore di confrontarsi apertamente con gli altri candidati come è emerso nei giorni scorsi dopo che la maggior parte di essi ha gentilmente declinato l’invito al dibattito pubblico proposto dal Sindaco uscente Giuseppe Casti.

MANOLO MUREDDU